Chi siamo

“Nei vini si sprigionano tutti i sentori della terra, della cultura e tradizione agricola.”

Carmine

La vigna, una volta, era tutto un incontro di volti  e strette di mano per rinsaldare fiducia, collaborazione, rispetto e amicizia.

Belli e intensi erano i momenti di condivisione intorno a una tovaglia quadrettata messa a terra.

C’era il mutuo soccorso.

La nostra storia viene da lì.

Storia di profumi passioni e natura.

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IL RACCONTO DI UNA FAMIGLIA LEGATA AL VINO

Il primo abbraccio arriva all’alba e lo offre la Natura, basta guardare. Davanti e tutto intorno, le Terre dei Vestini, luoghi votati alla viticoltura, territori che raccontano storie che arrivano da lontano.
In una di queste storie ci sono Valeria, Stefano e Arianna che fin da ragazzini, d’Estate, trascorrono le giornate assolate ad aiutare papà Carmine nella potatura. Miracoli della passione, alimentata e accresciuta negli anni, per un’azienda, la Tenuta De Melis, che ha nella famiglia uno dei valori fondanti.

“Il talento di mio fratello Stefano nella gestione della campagna e dei mezzi meccanici ad essa dedicata è emerso sin da subito – dice Valeria Tatoni. Io,  invece, sono attratta fin da quando scorrazzavamo qui intorno, poco più che bambini, dalla vinificazione e da tutti gli aspetti che riguardano la commercializzazione del vino. Arianna, invece, è ancora impegnata negli studi universitari”.

𝗔𝗻𝗻𝗶 𝗳𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝘁𝗶𝗽𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝘂𝗼𝗶 𝗰𝗼𝗲𝘁𝗮𝗻𝗲𝗶, 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗵𝗮𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗡𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮? 

“Sicuramente la pazienza. Io ho un carattere istintivo, ma basta guardare cosa c’è da fare per impiantare un  vigneto per capire che le qualità da mettere in campo sono ben altre: pazienza, attesa, capacità di ascolto, sono tutte cose che apprendi stando in vigna”.

𝗟𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗶 𝗲̀ 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲?

Non c’è un episodio in particolare – continua Valeria – parlerei più di uno scenario di fondo, di relazioni, di legami che si creano tra le persone, anche con gli operatori di altre regioni. Far crescere un territorio, un prodotto, non è mai una sfida individuale, ma condivisa. Sono il sapere collettivo e il lavoro in armonia con gli altri a garantire i risultati migliori”.

𝗧𝗼𝗿𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼, 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗲?

“La principale, al momento, è quella di portare avanti, insieme agli altri produttori la richiesta di riconoscimento della Denominazione di origine controllata e garantita per il Montepulciano d’Abruzzo come prodotto delle Terre dei Vestini”. Ma è solo un punto di partenza. 

𝗗𝗼𝘃𝗲 𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝘃𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗯𝗿𝘂𝘇𝘇𝗲𝘀𝗲?

“Decisamente lontano, lontano come visione. Sono ormai  passati gli anni nei quali il vino abruzzese era fanalino di coda, iniziamo finalmente a farci sentire, specie con il Montepulciano”.

𝗣𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶𝘂𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗹𝗲: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗿𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗯𝘂𝗼𝗻 𝘃𝗶𝗻𝗼?

“C’è bisogno di tanto lavoro, tanta tecnica, tanta cura, ma alla fine è la Natura a giocare il ruolo centrale. Insomma, risponderei in dialetto, come spesso ci ricorda nostro padre Carmine – Lu vine le fa lu Padreterne”.

Una tradizione famigliare

Carmine De Melis

Valeria Tatoni

Stefano Tatoni